Tra “meteo-turismo”, micro-vacanze tattiche e un addio definitivo alle classiche ferie di agosto, gli italiani cambiano radicalmente le proprie abitudini. E le nostre coste diventano il rifugio più ambito. L’asfalto rovente, i condizionatori spinti al massimo e quelle “notti tropicali” che tolgono il sonno e le energie. L’estate 2026 sta mettendo a dura prova la resistenza di chi vive nelle grandi città del Centro-Nord, ma allo stesso tempo sta ridisegnando in modo completamente inaspettato le mappe del turismo nazionale. Il clima non è più solo l’argomento di conversazione preferito sotto l’ombrellone: è diventato il vero e proprio motore decisionale che spinge a fare le valigie. Benvenuti nell’era del “meteo-turismo”. Una tendenza che vede la Sicilia, affiancata da Puglia e Sardegna, non solo come la classica meta da cartolina, ma come una vera e propria valvola di salvezza fisiologica contro le isole di calore urbane. La rivoluzione delle prenotazioni: il modello…